La casa intelligente

Respirare aria salubre e pulita all’interno delle abitazioni risponde ad un elementare fabbisogno vitale, richiesto anche da precise norme igienico-sanitarie vigenti per il mondo delle costruzioni. Nella maggior parte dei casi le cose si svolgono però ben diversamente: il ricambio d’aria avviene aprendo le nostre finestre, con un criterio legato al momentaneo fabbisogno, senza un reale criterio di misura che possa garantire la necessaria salubrità dell’ambiente abitato.

Le moderne tecnologie ci vengono incontro, fornendo mezzi e strumenti idonei allo scopo quali sono gli evoluti sistemi di ricambio d’aria meccanizzato, meglio noti con l’acronimo di VMC (ventilazione meccanica controllata). Tali sistemi possono fornire elevata qualità dell’aria indoor, in termini di purezza ed adeguato ricambio, con controllo anche sull’eccesso di CO2 presente nelle singole stanze. All’occorrenza sarà possibile inserire, per alcuni periodi dell’anno, anche filtri per trattenere i pollini dando adeguata protezione a soggetti allergici.

Se l’involucro edilizio possiede elevate caratteristiche prestazionali in termini di efficienza energetica, con la dotazione di semplici accessori, tali sistemi possono assolvere anche alla funzione impianto di climatizzazione invernale ed estiva.

La casa è il luogo per eccellenza in cui ognuno cerca rifugio: un porto sicuro in cui trovare pace e protezione. A tal fine è importante che la nostra abitazione possa essere realizzata con criteri e sistemi all’avanguardia, che garantiscano durabilità delle componenti e comfort per gli abitanti, realizzando un vero e proprio “nido” in cui gli occupanti possano vivere protetti dall’ambiente esterno e nel contempo immersi in uno spazio accogliente in cui anche la salute degli occupanti è protetta e tutelata. Il tutto improntato a semplici criteri di “sufficienza”, “efficienza” e “sostenibilità”, a protezione anche dell’investimento economico effettuato.

La casa può diventare una “pelle” tecnologicamente evoluta, che se da un lato protegge la nostra sfera privata, dall’altro contribuisce alla protezione e sostenibilità dell’ambiente esterno, uno spazio in cui vivere protetti dal caldo o freddo eccessivi, dagli inquinanti atmosferici, dalle emissioni di materiali nocivi che possono minare la nostra salute. Un microcosmo familiare in cui si crea benessere psicofisico, nel massimo rispetto dell’ambiente che ci circonda.

Realizzare case energeticamente efficienti è tema di grande attualità sulla spinta del “Green Deal Europeo”: la vera sfida è quella di poter realizzare abitazioni non solo sostenibili ma anche “pagabili” sia in fase di realizzazione, che di gestione nel tempo: ciò sarà possibile solo attraverso un radicale cambiamento culturale, prima che tecnico, nell’approccio al mondo del costruire.

I nostri edifici dovranno rispecchiare un mutato stile di vita, improntato a concetti fondanti di sobrietà, sufficienza ed efficienza, ovvero essere finalizzati ad ottenere il massimo risultato con il minimo impiego di risorse. Tali concetti sono posti in evidenza da oltre un ventennio dalle varie direttive europee in materia, con scarsi risultati a causa della enorme inerzia al cambiamento del sistema del mondo delle costruzioni italiano, ancora permeato dalla convinzione che la crisi in atto prima o poi scomparirà, per poter continuare a costruire come nei decenni scorsi.

L’edilizia è uno dei pochissimi settori della nostra economia in cui esistono tecnologie reali, mature e disponibili, per porre in atto il cambiamento auspicato e necessario. Realizzare un edificio ad elevata efficienza energetica ha come immediata conseguenza un bassissimo costo di gestione unito ad un elevato benessere e comfort interno. In termini concreti, per una famiglia, significa poter gestire una abitazione di 100 mq con una spesa di riscaldamento e raffrescamento di poche centinaia di euro all’anno.

Parimenti elevato sarebbe l’abbattimento di emissioni in atmosfera, producendo quindi un ciclo enormemente virtuoso, in cui possiamo far camminare di pari passo il risparmio del soggetto privato con un evidente beneficio per la collettività, liberando le famiglie dal giogo pesante del costo dell’energia.

Le tecniche per l’efficienza

Non esistono tecniche esecutive dedicate o preferibili per realizzare efficienti: possiamo scegliere in base a preferenze personali o necessità del mercato di riferimento, con la consapevolezza che un progettista preparato possa raggiungere l’obiettivo prefissato, in armonia con i “desiderata” della Committenza.

Se in aggiunta alla elevata efficienza energetica si decide di utilizzare materiali bio, ecosostenibili ed anche riciclabili, il percorso diventa più complesso e delicato, con necessità di prestare grande attenzione ad ogni scelta progettuale. Se la scelta di realizzare un edificio ad “energia quasi zero” ha un riflesso diretto sulla gestione economica dell’edificio, decidere di utilizzare materiali “bio”, a basso impatto ambientale, ha dirette conseguenze sulla salubrità indoor e sul “fine vita” dell’edificio in termini di smaltimento e riciclo del costruito, non quantificabili economicamente nell’immediato.

Negli ultimi venti anni, da quando abbiamo abbracciato la causa del costruire sostenibile ed efficiente, abbiamo realizzato edifici a basso consumo con le più diverse tecniche costruttive, dal telaio in cemento armato con tamponamento in laterizio, alla struttura in legno (nelle varie tipologie disponibili) con isolamento a cappotto, sempre avendo come riferimento il motto della “efficienza energetica in primis”.

Possiamo individuare due grandi famiglie di tipologie costruttive per edifici ad elevata efficienza:

1. Strutture leggere:

✓ Edifici con struttura in legno

• Telaio – platform frame

• XLam – Cross- Lam

• MHM – MassivHolzMauern

• Blokbau (tradizione locale area alpina)

• Case in paglia (interno telaio o portanti)

✓ Edifici con struttura in acciaio tamponate a secco

2. Strutture massive:

✓ Edifici in muratura portante monostrato e/o isolam. cappotto

✓ Edifici c.a. con tamponamento in:

• Laterizio ed isolamento a cappotto

• AAC – calcestruzzo alveolare autoclavato – monostrato

• Laterizi monostrato (riempiti o a setti sottili)

• Casseri isolati con getto in cls

Possiamo decidere di realizzare un edificio ad elevata efficienza e bassissimi consumi con una qualsiasi delle tecniche sopra indicate, con risvolti diversi in termini di salubrità indoor e sostenibilità del sistema, a seconda dei materiali scelti.

L’Unione Europea già con la direttiva 2002/91/CE da oltre venti anni esprime chiari concetti sul futuro dell’edilizia. Il passaggio principale è sicuramente avvenuto con l’emanazione della direttiva 2010/31/UE del 19 maggio 2010, con la quale si definisce il modello di “edificio a energia quasi zero” o nZeb (near Zero Enegy Buildings), sintetizzabile con estrema semplicità come un edificio ad altissima prestazione energetica, il cui fabbisogno energetico o molto basso o quasi nullo è coperto con energia da fonti rinnovabili prodotte in loco o nelle vicinanze. Nel 2018 c’è una ulteriore messa a punto con la direttiva 2018/844/UE, che viene perfezionata e calata nel contesto socio-economico attuale con la direttiva 2024/1275 del 24 aprile 2024, meglio conosciuta come direttiva sulle Case Green.

Il concetto ricorrente, da assumere come riferimento per tutti i processi edilizi, è di elaborare un sistema energetico sostenibile, competitivo, sicuro e decarbonizzato entro il 2050 ….. tenendo conto del fatto che quasi il 50 % del consumo dell’energia finale dell’Unione è usato per riscaldamento e rinfrescamento, di cui l’80 % negli edifici, il conseguimento degli obiettivi energetici e climatici dell’Unione è legato agli sforzi di quest’ultima per rinnovare il suo parco immobiliare, dando la priorità all’efficienza energetica, ricorrendo al principio dell’«efficienza energetica in primis», nonché valutando l’utilizzo delle energie rinnovabili.

Entro il 2050 tutti gli edifici dell’UE dovranno diventare ad “emissioni zero”.

E’ evidente come l’atto di “Costruire” sia eticamente rilevante ed abbia importanti conseguenze per le generazioni future e per il destino del pianeta. L’Unione persegue l’obiettivo di raddoppiare, quanto meno, il tasso annuo di ristrutturazioni energetiche degli edifici entro il 2030 e di promuovere le ristrutturazioni profonde, il che comporterà la ristrutturazione di 35 milioni di unità immobiliari entro il 2030 e la creazione di posti di lavoro nel settore edile. La revisione della direttiva 2010/31/UE è uno dei passi necessari per realizzare l’ondata di ristrutturazioni. Contribuirà anche a realizzare l’iniziativa del nuovo Bauhaus europeo, presentata nella comunicazione della Commissione del 15 settembre 2021 dal titolo «Nuovo Bauhaus europeo Bello, sostenibile, insieme» e la missione europea sulle città intelligenti e a impatto climatico zero. L’iniziativa del nuovo Bauhaus europeo intende favorire una società più inclusiva che promuova il benessere di tutti in linea con il Bauhaus storico, che ha contribuito all’inclusione sociale e al benessere dei cittadini e, in particolare, delle comunità di lavoratori. Facilitando la formazione, la creazione di reti e fornendo orientamenti ad architetti, studenti, ingegneri e progettisti in base ai principi di sostenibilità, estetica e inclusione, l’iniziativa del nuovo Bauhaus europeo può consentire alle autorità locali di sviluppare soluzioni culturali e innovative per creare un ambiente edificato più sostenibile.

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